Il piano export rappresenta per le aziende un valido strumento per fronteggiare i rischi legati all'internazionalizzazione. E’ un documento scritto in cui sono indicati gli obiettivi, spiegate le logiche strategiche e operative delle diverse fasi del progetto di internazionalizzazione e stimati esplicitamente, quantificandoli, i risultati di mercato ed economico-finanziari previsti in un lasso di tempo di almeno qualche anno.
E’ articolato in cinque sezioni:
1) Background
2) Analisi dei mercati esteri
3) Definizione della strategia competitiva e dell’assetto organizzativo
4) Pianificazione economico finanziaria
5) Valutazione di percorsi alternativi
1) BACKGROUND
La parte introduttiva del piano riassume i fatti dell'azienda che sono alla base della decisione di internazionalizzazione (esposizione della storia aziendale, la mission, i motivi che spingono alla ricerca di nuovi mercati)
1. Introduzione
a. Breve storia dell'azienda
b. Mission e Vision
c. Le ragioni dell'internazionalizzazione
2. Obiettivi
a. Obiettivi strategici aziendali
b. Obiettivi di mercato dell'internazionalizzazione
c. Obiettivi strategici di breve e medio termine dell'internazionalizzazione
3. Prodotti e servizi
a. Descrizione dei prodotti e dei servizi dell'azienda
b. Analisi dei punti di forza in ottica export
c. Analisi dei punti di debolezza in ottica export
2) ANALISI DEI MERCATI ESTERI
Come sono stati selezionati i paesi obiettivo? Quali sono le caratteristiche principali dei paesi prescelti in relazione al settore di attività dell'impresa? E - soprattutto - quali sono le caratteristiche fondamentali della competizione sui mercati scelti? Questa sezione del piano è di fondamentale importanza per la raccolta, l'analisi e la condivisione delle informazioni necessarie per la definizione della strategia competitiva.
4. Selezione dei paesi
a. Criteri utilizzati per la valutazione dell'attrattività dei mercati esteri
b. Selezione del paese o dei paesi obiettivo
5. Analisi dei paesi
a. Fattori infrastrutturali legati al settore di attività dell'impresa
b. Contesto politico, economico e culturale
c. Percentuale di mercato occupata dalle importazioni
d. Barriere tariffarie e non tariffarie
e. Tendenze e prospettive di sviluppo
6. Analisi dei mercati
a. Segmentazione del mercato
b. Criteri di scelta del mercato e fattori di successo competitivo
c. Valutazione dei potenziali di mercato
d. Principali concorrenti
3) DEFINIZIONE DELLA STRATEGIA COMPETITIVA E DELL’ASSETTO ORGANIZZATIVO
Il cuore del piano è la definizione della strategia competitiva dell'impresa sui mercati esteri. Consiste nella descrizione dei prodotti o dei servizi offerti dall'azienda e l'analisi dei punti di forza e di debolezza che possono favorire od ostacolare il successo dell'iniziativa. Particolare attenzione dovrà essere posta nella definizione delle leve di marketing in relazione alle caratteristiche dei segmenti di mercato individuate nella sezione precedente.
7. Strategie e modalità di ingresso sul mercato
a. Identificazione dei segmenti obiettivo
b. Analisi competitiva sui segmenti scelti
c. Individuazione della modalità di presenza
d. Individuazione di possibili partner locali
e. Posizionamento dei prodotti e dei servizi ed eventuale adattamento alle esigenze dei mercati esteri
f. Strategie di prezzo
g. Definizione delle condizioni di vendita e di pagamento
h. Strategia di comunicazione
i. Strategia di distribuzione
j. Strategie di sviluppo della forza vendita
k. Descrizione degli intermediari
8. Articolazione dell'assetto organizzativo
a. Determinazione e coinvolgimento della proprietà e del management
b. Esperienze e conoscenza aziendali in tema di esportazione
c. Rapporti tra l'esportazione e le altre attività dell'impresa
d. Definizione dello staff export
e. Questioni riguardanti il mercato del lavoro
9. Pianificazione temporale
a. Definizione dei tempi di accesso per ogni mercato
b. Redazione di un piano d'azione trimestrale per le aree geografiche prioritarie
c. Redazione di un Master plan che comprenda tutte le attività del piano
10. Strategie di difesa dai rischi
a. Rischi legati al mercato
b. Rischi di credito e di cambio
c. Rischi politici
4) PIANIFICAZIONE ECONOMICO FINANZIARIA
Dopo avere analizzato i mercati e definiti gli obiettivi e la strategia di ingresso e di presenza sui mercati, occorre valutare l'iniziativa dal punto di vista economico e finanziario. È importante considerare un orizzonte temporale che permetta di valutare l'evoluzione e il consolidamento dell'iniziativa al di là delle difficoltà che inevitabilmente l'azienda incontrerà durante le prime fasi di inserimento sui nuovi mercati.
11. Pianificazione economico finanziaria
a. Previsione dei ricavi a 3 - 5 anni
b. Determinazione dei costi di avvio dell'iniziativa
c. Determinazione dei costi a 3 - 5 anni
d. Individuazione delle fonti di finanziamento
e. Prospetti economici a 3 - 5 anni
f. Prospetti finanziari a 3 - 5 anni
g. Budget dettagliato dei ricavi e dei costi per il primo anno
5) VALUTAZIONE DI PERCORSI ALTERNATIVI
Non è affatto detto che tutto vada come nelle previsioni. Occorre individuare gli elementi che, con maggiore probabilità, possono provocare situazioni inaspettate e impreviste che possono compromettere il perseguimento degli obiettivi stabiliti e individuare piani alternativi che consentano di far fronte a tali eventualità.
12. Contingency plan
a. Esame dei punti sensibili del piano (trigger points)
b. Definizione di contromisure e piani alternativi
c. Definizione di prospetti economico finanziari alternativi alla soluzione standard
13. Conclusioni
a. Riassunto dei punti principali del pianob. Analisi dell'impatto dell'iniziativa sulla situazione attuale dell'impresa
c. Suggerimenti e raccomandazioni
d. Ringraziamenti al personale che ha contribuito alla stesura del piano




